Descrizione: Il classico modulo narrativo del “romanzo di formazione” declinato da un grande pirandellista in una moderna, vivacissima versione siciliana. Seguendo gli spostamenti professionali del pater familias tra Pachino e Siracusa, Lentini e infine Agrigento, l’educazione intellettuale e sentimentale del protagonista descrive – dagli affetti dell’infanzia agli amori della giovinezza – una parabola gremita di episodi avvincenti, sullo sfondo del Ventennio fascista, del secondo conflitto mondiale e del tumultuoso dopoguerra.
“Particolarmente riuscite sono le pagine che riferiscono i ‘teneri amori’ giovanili dell’io narrante. Anche nei giorni oscuri e tristi l’amore si afferma come sapore del vivere e promessa di un futuro migliore. Il romanzo si legge con gusto e con interesse”. Ferdinando Castelli, “La Civiltà Cattolica”
Estate di rabbia Mario Furlan pag. 160 in brossura € 15,00 ISBN 978-88-89834-05-3 Collana Oleandri
Descrizione: In pieno agosto, quattro giovani amici milanesi vanno in vacanza a Rimini. Per divertirsi, ma soprattutto per sfuggire a se stessi e alle proprie frustrazioni. Invece i loro problemi affiorano, più violenti che mai. Tra amori e discoteche, scoprono chi sono veramente. Ma c’è un prezzo da pagare. E quello tra loro che avrà il coraggio di trasgredire, andrà incontro a una tragica fine. Furlan ha scritto questo romanzo per raccontare la vita, le speranze, i drammi dei ragazzi “devianti”. Giovani inquieti, insoddisfatti, ribelli, la cui violenza è spesso un disperato grido d’aiuto.
Prefazione di don Gino Rigoldi. Postfazione di Letizia Moratti.
“Scritto con ritmo incalzante, e realisticamente infarcito di turpiloquio, il romanzo lo si legge con curiosità e poi con partecipazione”. Cesare Cavalleri, “Avvenire”
Descrizione: Dalla sommità di un’isola montuosa un ragazzo scruta la sconfinata distesa del mare. Nel suo cuore palpita un sogno temerario: navigare verso il misterioso occidente, oltre le colonne d’Ercole. Quei presagi si avvereranno. Alla traversata in direzione di Troia, che proprio lui riuscirà a espugnare, seguirà un interminabile viaggio di ritorno in patria, culminante nella vendetta e poi in una nuova navigazione incontro all’ignoto. Perché quel re, quel navigatore, si chiama Ulisse. Le trame dei poemi omerici sono, qui, un semplice canovaccio, reso ancor più avventuroso con le risorse del romanzo moderno: suspense, flashback, moltiplicazione delle voci narranti.
“Giuseppe Bianchetti è uno di quei (rari) talenti che la Letteratura a volte presta alla Scienza, ma solo temporaneamente. Uno scrittore ‘fuori dal giro’ che ha imparato a levigare le frasi e le parole sulle traduzioni”. Luigi Mascheroni, “il Giornale”
Descrizione: Un diciottenne abbandona la casa paterna. Due genitori precipitano nell’angoscia. Un matrimonio già in crisi minaccia di esplodere. Morte annunciata di una famiglia? Forse. Ma un filo, capace di condurre i tre fuori dal malessere familiare, esiste. Il padre inizia un percorso di meditazione che si trasforma in un cammino purificatorio, lungo la parabola del “figlio prodigo”, recuperata nei suoi valori spirituali ma messa laicamente in discussione. E, alla fine, non sarà tanto il figlio a tornare dal padre, quanto il padre ad andare incontro al figlio, riconoscendo in lui la sua stessa giovinezza.
“È il padre, in ogni caso, il protagonista di questo disorientamento, di questo dramma personale che lo induce a inseguire la conquista di un’autentica maturità paterna”. Vladimiro Bertazzoni, “La Voce di Mantova”